A Verona cescono gli incidenti in bicicletta
«Ora servono percorsi più sicuri»
La città riscopre le due ruote, ma i ciclisti non sono al sicuro: in 10 anni 46 % di scontri in più. Gli «Amici della bicicletta» elencano gli incroci più pericolosi
VERONA — L’imbocco, appena dopo l’incrocio con via Locatelli, non è male: due corsie, una per senso di marcia, e pazienza se qualche automobilista non rispetta gli stalli blu finendo per intralciare la corsa delle bici. Poi, poco prima dell’incrocio con via Locatelli, il primo ostacolo: una rientranza a sinistra, la ciclabile si sposta sul marciapiede e le biciclette devono convivere con i pedoni. Poco male, si dirà: però, sul tratto che costeggia i giardini del Pradaval, di pedoni ce ne sono molti (c’è anche la fermata della corriere) e spesso ci sono anche i banchetti del mercato.
All’incrocio successivo, quello di volto San Luca, ci si mette anche il semaforo: si passa col verde, ma solo fino a metà della carreggiata, dove si è bloccati dal rosso per riguadagnare il marciapiede opposto. Poi, di nuovo una rientranza, a destra: pochi metri di ciclabile vera, che sbucano nel nulla e il ciclista si trova improvvisamente contromano, quando ormai pensava di aver raggiunto piazza Bra. La pista ciclabile di corso Porta Nuova non è esattamente il miglior biglietto da visita di una Verona che, con il tempo, sta cercando di colmare il gap che la separa da altre città vicine (basti pensare a Padova o Ferrara) sul fronte della mobilità ciclabile, anche per soddisfare una domanda che - come testimonia il successo del bike-sharing, appare in crescita. Muoversi in bici resta complicato e talvolta può essere anche pericoloso. Il rapporto diffuso ieri dalla compagnia assicurativa Das (del gruppo Generali) descrive un quadro a tinte fosche.
Verona è la terza provincia del Veneto (dopo Venezia e Vicenza) per tasso di crescita di sinistri con biciclette coinvolte. Tra il 2001 e il 2010 gli incidenti sono cresciuti del 46 per cento (da 217 a 317), anche se, rispetto al picco del 2009 (384 incidenti), il trend appare in calo e il rapporto tra numero di abitanti e incidenti è tra i più bassi della regione (uno ogni 2.661 abitanti tra i sei e gli 85 anni). «Ma quello degli incidenti può essere un dato fuorviante - avverte Paolo Fabbri, vicepresidente degli Amici della Bicicletta di Verona - Pensiamo all’Olanda: il numero delle biciclette là in circolazione giustifica un numero di incidenti più alto». Ed effettivamente, in Italia, la regione italiana con il maggior numero di sinistri è l’Emilia Romagna, dove la ciclabilità urbana è molto diffusa. «Il vero dato - suggerisce Fabbri - dovrebbe essere il rapporto tra incidenti e chilometri percorsi in bicicletta». Ciò detto, negli ultimi anni a Verona si è fatto molto per chi usa la bicicletta. Secondo il rapporto A-Bici di Legambiente del 2010, Verona è al 18esimo posto in Italia per chilometri di ciclabili (56) e al 25esimo nell’indice di ciclabilità, in crescita costante di posizioni .Ma la pista ciclabile non garantisce necessariamente spostamenti sicuri.
Gli Amici della Bicicletta sottolineano diversi incroci pericolosi: l’asse Borgo Venezia - centro, ed in particolare l’incrocio tra via Carducci e il lungadige e il difficile attraversamento di porta Vescovo per chi vuole rientrare su via Rosa Morando; la fine della ciclabile in via teatro Nuovo su via Nizza; lo stesso incrocio tra Ponte Navi e lungadige Porta Vittoria; la ciclabile lungo via Galliano con attraversamenti non protetti all’altezza del parcheggio dietro Porta Palio. «A Verona spesso le ciclabili non sono state realizzate in funzione dell’obiettivo di spostare la mobilità dall’auto privata alla bicicletta - sostiene Fabbri - ma visti i tagli ai bus e il costo della benzina, la bicicletta sta diventando un’alternativa sempre più importante. I politici e i tecnici comunali dovrebbero analizzare, incrocio per incrocio, i punti critici e lavorare alla creazione di veri e propri itinerari ciclistici. ». Il Piano degli interventi, approvato nel settembre scorso, prevede proprio questo: ora si tratta di tradurre quanto sta sulla carta, in realtà: anche per scongiurare qualche incidente di troppo.
Alessio Corazza
26 giugno 2012© RIPRODUZIONE RISERVATA